Cos’è il controllo?
Quando ci si riferisce alla mania del controllo, si parla di locus of control: il grado in cui la persona ha la percezione di avere il controllo sulla propria vita.
Secondo la teoria di Rotter (1966), si distingue tra:
- Locus of control interno: secondo cui si ritiene che gli eventi e le azioni siano conseguenti alle proprie azioni;
- Locus of control esterno: per cui gli eventi e le azioni sono percepite come prevalentemente influenzate da forze esterne.
Il controllo diventa un tentativo da parte dei soggetti di prevenire gli imprevisti, attraverso tutta una serie di comportamenti che richiedono un enorme consumo di energie.
Persone con una vera e propria mania del controllo, che sono sempre vigili e attente per il timore che una piccola distrazione possa essere fatale e disastrosa. Vi è un forte senso del dovere con un controllo razionale delle emozioni, la necessità di pianificare ogni cosa in cui non viene ammesso un possibile imprevisto, ogni situazione della propria vita viene studiato a tavolino, sia per quanto riguarda il lavoro che la propria vita privata.
Come si manifesta la mania del controllo?
Il profilo di una persona maniaca del controllo è caratterizzata da alcuni sintomi specifici: bassa autostima, perfezionismo e un deficit nella gestione delle proprie emozioni.
Vi è una persistente sensazione di non essere all’altezza, che genera ansia e paure e il timore di deludere le aspettative altrui
Le emozioni vengono percepite come “pericolose” in quanto non controllabili e vi è la tendenza di corazzarsi dietro la razionalità per evitare possibili turbamenti, con una tendenza a separare emozioni in buone e cattive: se si prova rabbia o tristezza vi è qualcosa che non va, qualcosa che non funziona e bisogna difendersi negandole.
La razionalità, lo spostare ogni emozione su un piano logico, permette alla persona di non prendere contatto con quell’emozione che la terrorizza; la componente emotiva della propria vita viene allontanata da sé perdendo il contatto con il piacere e la propria creatività, che è il nutrimento della propria individualità.
Sostenendo ogni discorso su una base strettamente razionale, evitando ogni sorta di coinvolgimento emotivo, senza una calibratura tra la razionalità e le emozioni, la vita viene svuotata di significato e si perde la curiosità per arricchire la propria esistenza.
Come si comporta il maniaco del controllo?
La persona che ha bisogno di controllare tutto con una mania del controllo manifesta una serie di comportamenti che possono influenzare in maniera significativa le sue relazioni e la sua vita quotidiana.
I comportamenti più frequenti sono:
- Pianificare ogni dettaglio: ogni evento viene pianificato nei minimi dettagli per evitare qualsiasi possibile imprevisto;
- Perfezionismo: una ricerca di perfezione costante e ogni possibile errore viene vissuto come un fallimento personale;
- Difficoltà a delegare: affidare compiti ad altri diventa impensabile, perché si ha la convinzione di essere gli unici a svolgerli correttamente;
- Critici nei confronti degli altri: vi è la tendenza a giudicare negativamente chi non rispetta le regole o non agisce come previsto.
Conclusione
Punto di partenza è riuscire a riconoscere le emozioni e gestirle per vivere una vita degna di essere vissuta.
Sviluppare un’intelligenza, che non sia solo logica, fredda ed astratta, ma, come sostiene Daniel Goleman, sia un’intelligenza emotiva caratterizzata dall’abilità di essere consapevoli dei propri sentimenti e di saperli esprimere e che consenta di comprendere i propri sentimenti più profondi e di soddisfarli.
Il lavoro psicologico diviene lo strumento per tracciare la strada, il percorso per creare un ponte tra la parte razionale, logica e quella emotiva al fine di riconoscere come ci si sente e dare il giusto nome alle emozioni.