Cos’è l’egoismo patologico?
L’invito di psicologi, psicoterapeuti, medici o di qualsiasi professionista che si occupa di benessere, è quello di pensare a sé, di ascoltare i propri bisogni, le proprie emozioni mettendo se stessi al centro della propria vita anziché gli altri.
Ma, quindi per stare bene, per dare senso alla propria vita bisogna essere egoisti? No, perché gli egoisti hanno una grande difficoltà non soltanto ad amare gli altri, ma anche ad amare se stessi.
La persona egoista non ha rispetto né attenzione per i bisogni degli altri, interagendo con le persone solo per il proprio tornaconto personale. Persone che intrattengono relazioni strumentali solo per soddisfare le proprie necessità, non interessandosi alle emozioni degli altri.
Un egoismo patologico caratterizzato da assenza di empatia verso gli altri e da atteggiamenti volti ad affermare la propria superiorità. Andando un po’ più in profondità, tutto ciò non serve per il reale soddisfacimento dei propri bisogni, ma per dimostrare la propria superiorità e mascherare una profonda insicurezza.
Differenza tra egoismo e egoismo sano
Troppo spesso si confonde l’egoismo con amor proprio, ma colui che si ama prova un interesse reale verso se stesso e anche verso le persone con cui si relaziona.
Quando si sente una persona che racconta come è riuscita a dare un senso alla propria vita, a raggiungere i propri traguardi, a utilizzare le proprie risorse non si pensa sia un egoista, ma una persona che è riuscita a realizzarsi.
Però se ci si ferma a pensarci, il termine egoista sarebbe più che appropriato in quanto questa persona per raggiungere i propri obiettivi ha usato la maggior parte delle proprie energie per se stesso, con un’attenzione ai propri bisogni, a quello che sente mettendo al centro della sua vita se stesso.
Al centro c’è sempre il proprio sé, ma l’egoismo sano si differenzia da quello patologico:
- Egoismo sano: si vuole raggiungere una realizzazione personale indipendentemente dagli altri.
- Egoismo patologico: vengono attuati comportamenti per innalzare se stessi a discapito delle altre persone, spesso con manipolazione per la propria gratificazione.
Maturerà una capacità di amare se stesso e gli altri, quella persona che ha imparato a:
- conoscersi;
- ad ascoltarsi;
- ad accogliere ogni parte di sé con i propri limiti e le proprie risorse.
Conclusione
Coltiviamo un sano egoismo che poi è il prenderci cura di noi stessi, ascoltarci e accogliere i nostri bisogni, mettendo dei confini gentili che ci permettono di ritornare ad essere i protagonisti della nostra vita senza sensi di colpa, ricordandoci che amare se stessi è la condizione necessaria per amare gli altri e ritornare ad essere liberi di scegliere.
Un percorso psicoterapeutico può aiutare per riconoscere e accettare senza giudizio l’egoismo come parte di noi, avere una maggiore consapevolezza di sé e ritornare a mettersi al centro della propria vita, creando uno spazio individuale dove soddisfare i propri desideri e ad autorealizzarsi senza sensi di colpa.